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LA DIMENSIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
La costruzione di una scheda di valutazione bilanciata potrebbe rappresentare un utile strumento volto ad incoraggiare le varie unità di business a collegare i loro obiettivi economico-finanziari alla strategia generale dell’azienda.
Questa dimensione, infatti, rappresenta un punto di partenza fondamentale per le altre tre valutate.
Normalmente, nella definizione degli obiettivi economico-finanziari è importante valutare la dimensione dell’azienda in riferimento al periodo economico che sta attraversando.
Se l’azienda è giovane molto probabilmente gli investimenti saranno elevati anche se non corrisponderà nell’immediato un elevato ritorno economico sugli stessi; se, invece, l’azienda ha già consolidato la sua posizione sul mercato, è possibile che continui ad investire molto pur ottenendo un alto ritorno in termini di profitto.
Vi possono anche essere situazioni in cui non si investa è si riesca ad ottenere ugualmente buoni margini di redditività.
In base a questa primaria considerazione è possibile determinare quali obiettivi raggiungere e quali livelli di performance richiedere alle singole funzioni aziendali.
Generalmente, gli indicatori presi come riferimento per la valutazione dei rsultati sono:
- lo shareholder value approach: perviene alla determinazione del “valore azionario” che rappresenta come gli azionisti valutano l’azienda in cui hanno investito le risorse. E’ dato dalla differenza tra le passività ed il capitale netto. Il valore societario è invece basato sulla stima dei flussi di cassa previsti in futuro e di conseguenza scontati. Può essere anche ricavato dalla somma tra le passività ed il valore azionario;
- l’economic value added, (EVA): è un metodo che confronta il ritorno del capitale investito in azienda con il costo dei fattori che lo hanno generato. Permette di comprendere se il management riesca a produrre profitti superiori al rendimento che il capitale investito in azienda produrrebbe se fosse investito in attività rischiose. La sua determinazione è:
EVA= NOPAT – (WACC * C)
Dove:
NOPAT= Net Operatine Profit After operative Taxes, (Utile operativo netto dopo le imposte operative);
WACC= Weighted Average Cost of Capital, (costo medio ponderato del capitale);
C= Net Invested Capital, (Capitale investito netto);
- il ROI, (Return on Investiment): esprime, in percentuale, il rendimento offerto dal capitale investito nella gestione caratteristica aziendale; è dato dal rapporto tra il reddito operativo lordo della gestione caratteristica ed il capitale investito;
- il ROE, (Return on equity): indica la redditività, in percentuale, del capitale di rischio rappresentato dall’insieme dei mezzi impiegati dai soci o dal proprietario dell’azienda; è dato dal rapporto tra l’utile dell’esercizio ed il capitale proprio, (mezzi propri);
- il ROS, (Return on sales): esprime, in percentuale, la redditività delle vendite, indicando quanto rimane dalla copertura di tutti i costi della gestione caratteristica; questa misura è determinata dal reddito operativo lordo della gestione caratteristica ed i ricavi netti di vendita;
L’utilizzo di questi indicatori è fondamentale ma non sufficiente per rispondere adeguatamente alle sfide che l’economia moderna pone in essere.
Per questo fine risulta utile integrare gli indici sopramenzionati con un nuovo approccio che considera fondamentali:
- la creazione di valore quale obiettivo primario dell’organizzazione;
- la creazione del valore come soddisfacimento di tutti i soggetti interessati all’azienda, gli stakeholders.
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